The Progam – Il film su Lance Armstrong visto! Fatelo anche voi.

armstrong-div“Fisicamente non sono il più dotato, la differenza la fa la voglia, la fame..” così inizia il trailer del film The Program, il programma di doping più strutturato della storia dello sport e legato alle vicende sportive di Lance Armstrong, unico ciclista ad aver vinto e perso 7 tour de france in una volta sola.

Il regista Oscar Stephen Frears non ci ha voluto romanzare troppo su; il film è la ricostruzione basata sul best seller del giornalista del Sunday Times David Walsh intitolato appunto The Progam.

Non c’è possibilità di alibi e redenzione per il grande ingannatore dello sport mondiale.

the-program-trailerIl film inizia con una partita a calcio balilla dove un giovane Walsh intervista un’altrettanto giovane e campione del mondo di 21 anni Lance Armstrong chiedendogli le sue opinioni sul ciclismo europeo (al via delle grandi classiche) ed il Tour de France in particolare. Il giovane Texano interpretato da un ottimo Ben Foster sfodera subito gli artigli sulle sue ambizioni. Ma Walsh  lo etichetta nei suoi pezzi come il campione di un giorno, quello delle grandi classiche. Non vede e non vedrà mai in lui un uomo capace di vincere un grande giro (anche il dottor Ferrari la pensava così)

Ambizioni  quelle di Armstrong all’inizio tarpate in europa da una preparazione a lui ancora sconosciuta e che vedeva i suoi massimi esponenti nella squadra Gewiss che dominò il 1994 con Berzin al giro d’Italia ed in molte classiche del panorama ciclistico. Proprio la Gewiss fece una storica tripletta alla Freccia Vallone nel 1994 con Argentin, Furlan e Berzin (sento tristezza a rivedere un video di De Zan in cui si dice “sembra di essere al campionato italiano” ; non c’è molto da vantarsi col senno di poi).. il medico di quel team era il celebre Ferrari che incarnò la rinascita di Armstrong dopo il cancro infondendogli tutti i suoi dettami in merito alla preparazione sportiva di un ciclista pro. E sarà al suo camper che il giovane Lance andrà a chiedere udienza.

Il ritratto di Armstrong nel film è abbastanza spietato; unica concessione di umanità è stata la ricostruzione negli anni del tumore e la sua attività legata alla fondazione Livestrong. Nel film è molto toccante la scena di una donna che chiede l’autografo del libro al campione e che gli dice che “stava mollando” ma poi vedendo lui non lo ha più fatto e ne è uscita; così come la scena di un ragazzo probabilmente molto malato che incrocia Lance durante una visita in ospedale che durerà un giorno intero avendo tolto dall’agenda ogni impegno.

Non c’è molto spazio neppure per la vita privata eccezion fatta per il primo matrimonio del campione. Armstrong viene visto come un uomo fondamentalmente solo al comando con una determinazione ed una voglia di vincere che ha pochi eguali. Solo nella gloria così come nel finale quando oramai accerchiato nella sua villa di Austin sarà costretto a parlare e a svelare l’inganno.

Inganno senza pentimento perchè obiettivamente su un tema Armstrong aveva ragione : doparsi in quegli anni era una delle componenti, come riempire la borraccia o gonfiare le ruote della bici. Lui aveva messo su un progamma eccezionale.. tanto che per pagarlo la Us Postal era costretta a vendere le proprie bici in nero per finanziare l’acquisto di medicinali proibiti.

Il tempo si sa a volte e galantuomo e se probabilmente Lance non avesse chiuso la porta in faccia allo squalificato di ritorno Landis mentre cercavano entrambi di tornare alle corse per motivi diversi, staremo ancora parlando di altro.
Venuto giù quel mattone è venuta giù la casa con tutti gli ex compagni a ruota che hanno parlato riempiendo il faldoni della Usada di materiale che lo ha messo al muro.

Cosa mi è piaciuto del film:

  1. Le corse con le maglie di allora (di tutte le squadre presenti)
  2. Le bici di allora con gli stessi modelli di Treck
  3. L’attore Ben Foster è stato abbastanza verosimile
  4. La crudità di alcune scene che non lasciano spazio ad altre interpretazioni. (” E’ aperto il bar..”)

Cosa non mi è piaciuto del film (tra il serio ed il faceto):

  1. L’attore che interpreta Bruynell sembra più Jalabert
  2. Contador obeso non si può vedere
  3. Poco spazio alle corse
  4. Profilo di Armstrong fortemente caricaturato anche se verosimile. Impossibile comunque tracciare la personalità del campione texano in 103 minuti. Esclusioni van fatte.
  5. Un Michele Ferrari troppo loquace e brillante. Chi lo conosce lo descrive come un personaggio schivo che è stato sempre ai margini sebbene determinante nei risultati di molti atleti
  6. Poca gente a vedere il film. mi aspettavo di più grazie ai cinedays. Evidentemente il tempo cancella ricordi o magari si prediligono altri generi

Voto finale: 7

 

 

 

 

The Progam – Il film su Lance Armstrong visto! Fatelo anche voi.ultima modifica: 2015-10-13T16:04:00+00:00da prev78
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento