Perchè andare al lavoro in bici o monopattino diventa necessario

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Se anche tu come molti stai per tornare al lavoro dopo un periodo di smart working a causa dell’emergenza Covid-19, il rientro dal lockdown porterà con sé numerose novità dal punto di vista viabilistico e per molte persone andare in bici o anche in monopattino diventerà non solo più una facoltà piacevole ma addirittura una necessità ai limiti di una vera e propria necessità urbana.

Le principali motivazioni a supporto di questa tesi sono facilmente intuibili:

L’utilizzo limitato dei mezzi pubblici: la bici da alternativa a bisogno primario

Oramai è certo che le città si stanno attrezzando per la Fase 2 e le aziende del trasporto pubblico locale stanno facendo dei test per limitare l’utilizzo dei mezzi nelle ore di punta riducendo del 50% il numero massimo di posti occupati per metro e bus come ha evidenziato il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture De Micheli. Questo comporta per i viaggiatori uno scaglionamento sulle banchine e sulle pensiline ed un allargamento dei tempi di percorrenza che influiranno negativamente sul tragitto casa-lavoro e lavoro-casa. E’ facile quindi intuire come l’utilizzo della bici e dei monopattini di nuova generazione saranno sempre più in uso sulle nostre strade e questo già nell’immediato, proprio per snellire il mancato congestionamento sui mezzi ma anche semplicemente per risparmiare tempo. Basti pensare ad esempio che la città di Milano si sta adoperando per limitare la velocità nei controviali di alcune arterie principali per consentire l’uso a più mezzi; inoltre è previsto un massiccio piano di allargamento delle zone ciclo pedonali proprio per agevolare questa che diverrà realtà in poche settimane.

Le instrastrutture e le nuove norme del codice favoriranno l’uso della bicicletta come mezzo di locomozione come forse non avveniva da decenni. Biciclette, monopattini, e-bike, bici pieghevoli che fino a poco tempo fa venivano considerati corpi estranei delle carreggiate stradali diventeranno una quota rilevante della mobilità cittadina non solo per recarsi al lavoro ma anche per gli spostamenti brevi di tante famiglie all’interno dei quartieri, dalle mamme con bimbi al seguito passando per i ragazzi che vanno a scuola.

 

La necessità di limitare assembramenti: in bicicletta si può

L’utilizzo della mobilità dolce troverà vasto impiego anche per una questione sanitaria, ovvero evitare assembramenti in luoghi chiusi come tram, metro e bus che pur con capienza ridotta possono e potranno essere luoghi in cui si insidia la possibilità di trasmissione del virus che non sarà debellato a breve. L’utilizzo della bici all’aperto ed in solitaria dovrebbe garantire maggiore sicurezza da questo punto di vista perché la distanza è garantita così come l’essere in luogo aperto che è meno rischioso di altri luoghi.

Nelle grandi aree metropolitane , il grande problema sarà proprio la mobilità diurna: impensabile che i conducenti dei mezzi pubblici di superficie possano regolare gli accessi senza personale a bordo. Più facile per la metropolitana, grazie alla regolazione dei tornelli in modo automatico, così come abbiamo visto da recenti immagini nei paesi che ci hanno preceduto sulla pandemia e che raffiguravano grandi code in entrata. La fase 2 pertanto si presenta veramente ricca di incognite proprio per quanto riguarda i trasporti che sono il trait d’union che regola la vita e le abitudini delle persone: nuovi e più lunghi orari, degli uffici e dei negozi, tutto dovrà cambiare . I mezzi dovranno viaggiare semivuoti ma non è detto che la capacità di linee, mezzi e personale sia ad oggi pronta ad un tale dilatamento dello spazio e del tempo. La rete dei trasporti che negli anni aveva reso sempre meno dipendente la vicinanza delle persone ai loro posti di aggregazione come lavoro, scuole, servizi pubblici ed attività culturali ora dovrà per forza tirare il freno, ma le persone a differenza di un tempo non abitano più dove “hanno i propri interessi” e questo è un grande paradosso che solo oggi emerge.

Bonus Mobilità: la bici e le altre soluzioni di trasporto “dolce”

Anche il bonus sotto forma di incentivo economico la farà padrone per spingere all’acquisto di soluzioni di mobilità in linea coi tempi moderni che attraversano la pandemia: la ministra De Micheli ha annunciato che nel prossimo decreto legge ci saranno chiari incentivi per l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini oltre all’introduzione del mobility manager per le aziende sotto i 100 dipendenti, un ruolo ad oggi sottovalutato ma che potrebbe diventare rilevante per tornare alla normalità auspicata da tutti.

Mi spiace sempre portare ad esempio le grandi aree metropolitane ma questo fa capire la portata: da un recente sondaggio emerge come un pendolare su tre tra quelli residenti a Monza e Brianza è pronto a lasciare i mezzi pubblici; inquieta pensare come tale sondaggio mostri anche una minor volontà di usare taxi e car sharing. Non sappiamo se questo si tradurrà in un uso smodato dell’auto privata per gli spostamenti ma è certo che urgono strategie  a livello politico ma anche soluzioni a livello personale, quindi da qui l’assunto che molti evidenziano in questi giorni in merito al fatto che la bicicletta e simili torneranno forse ad essere il mezzo preferito delle persone che ne potranno fare uso.

Nel recente ho trattato sul sito ideegren.it con dei post specifici in merito ad alcuni mezzi di trasporto  come le biciclette Pieghevoli, le bici elettriche o e-bike , le bici per donna e bici per uomo in ambito sportivo e non, ma anche di incentivi per scooter e monopattini elettrici e persino di oggetti come i seggiolini per bimbo. Vi consiglio pertanto una lettura di approfondimento di questi articoli precedentemente citati qualora stiate pensando di valutare caratteriste e prezzi ai fini di un acquisto per voi o per uno dei vostri familiari e/o amici.

Perchè andare al lavoro in bici o monopattino diventa necessarioultima modifica: 2020-04-26T16:31:59+02:00da prev78
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